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Coach David Vanterpool
Pubblicato da BkS | Redazione S.Fini in Info del 17 Luglio 2023
Tags: NBA
David Vanterpool entra nel coaching staff dei Wizards
I Washington Wizards stanno aggiungendo al coaching staff David Vanterpool, come riportato da ESPN. Il classe 1973, che dal 2002 al 2005 ha giocato in Italia con la maglia di Avellino un anno e poi tre anni a Siena dove vince il primo scudetto e sucessivamente Final Four di Eurolega. Vanterpool è nativo di Washington e lavorerà sotto il capo allenatore Wes Unseld.
Vanterpool vanta alle sue spalle svariate esperienze nella NBA come assistente allenatore, ruolo che ha svolto dal 2012 per Portland Trail Blazers, Minnesota Timberwolves e Brooklyn Nets.
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David Vanterpool ha militato solo tre stagioni in Italia, ma ci ha messo ben poco per diventare uno di quei giocatori quasi proverbiali, le cui movenze e caratteristiche ti si incidono indelebilmente nella testa fino a farti dire, magari riferendoti a un giocatore più o meno simile che vedi agire sul parquet, “ha fatto una giocata alla David Vanterpool!”.
La storia del nativo di Daytona Beach classe 1973 andrebbe raccontata a tutti quelli che lottano giornalmente per emergere e far valere le proprie capacità, senza perdere per un attimo la fiducia in se stessi: cosa dire altrimenti di un atleta arrivato quasi per caso in Italia a 30 anni e diventato nel giro di poco tempo campione d’Italia e d’Europa e in seguito vice coach in NBA.
La carriera di Vanterpool inizia nella Montgomery Blair High School da dove accede alla St. Bonaventure University di New York dove gioca per i Bonnies con buoni risultati fino al 1995, quando viene però ignorato dal Draft NBA. Vanterpool capisce di doversi guardare intorno e tenta subito l’esperienza estera con una fugace apparizione di due partite in Italia con Gorizia, che non apprezza debitamente le sue potenzialità (succederà molti anni dopo) e gli procura un biglietto sola andata per la Cina, dove passerà due anni con la canotta dei Jilin Northeast Tigers. Nel 1999 il ritorno negli States è agli Yakima Sun Kings, e qui grazie a buone prestazioni e alla vittoria del titolo CBA rientra nei radar NBA, strappando un contratto con i Washington Wizards, dove però lo spazio è minimo e la conseguenza è una nuova retrocessione nella lega di sviluppo NBA, questa volta l’ABA, con i Kansas City Knights.
Scelta provvidenziale perchè una Scandone Avellino decisa a trovare giocatori americani dall’ottimo rapporto qualità-prezzo lo nota nell’estate 2003 e lo porta in Irpinia a quasi 30 anni, tra l’indifferenza dei molti che non conoscevano nulla della sua quasi insignificante carriera. La prima stagione italiana di Vanterpool è inaspettatamente super e rappresenta la svolta: punti, classe, leadership e un’incredibile duttilità tecnica e tattica che lo portava a giostrare su ben tre spot sul parquet, play, guardia e ala piccola, e sempre con risultati eccellenti.
La chiamata di Siena non si fa di certo aspettare, con Recalcati alla ricerca di un sesto uomo di assoluto rendimento e folgorato dalle capacità tecniche e fisiche del giocatore delle Isole Vergini americane. L’ambientamento in un club deciso a vincere e diventare un top team in Italia e in Europa è immediato e Vanterpool si cala nella parte con incredibile efficacia: grazie 194 cm spalmati su un fisico snello e muscoloso, gioca tre ruoli facendosi trovare sempre pronto in difesa, a rimbalzo e in attacco grazie a quel movimento in post basso con tanto di “hesitation” che gli faceva guadagnare innumerevoli canestri e falli ogni volta che si materializzava vicino o sotto canestro, tanto che per lo speaker del PalaSclavo di Siena era diventato quasi automatico annunciare il fallo insieme a quasi tutti i canestri realizzati dall’atleta americano. L’intelligenza cestistica e la personalità che permette a Vanterpool di adeguarsi ad ogni situazione di gioco, traendone sempre il massimo profitto in entrambi i lati del campo, e sempre con quell’andatura da “falso lento”, valgono lo Scudetto con Siena e la seconda Final Four consecutiva del club toscano (Vanterpool è inserito nel secondo miglior quintetto della competizione),ma anche e sopratutto una nuova e prestigiosa chiamata, quella del CSKA Mosca, nel 2005, al termine di una seconda stagione in biancoverde più avara di successi. In Russia il talento e la duttilità di Vanterpool trovano la definitiva consacrazione sotto la guida di Ettore Messina: a 33 anni arriva la vittoria in Euroleague a Praga contro il Maccabi, con uno squadrone dominatore anche in patria (titolo e coppa di Russia nel 2006 e 2007).
Appese le scarpette al chiodo nel 2007, la voglia di Vanterpool di trasferire la sua intelligenza tattica e adattabilità anche dalla panchina gli procura l’incarico di vice allenatore proprio al fianco di Messina, che nel frattempo aveva rivinto l’Euroleague nel 2008 e con l’aiuto di Vanterpool arrivò a sfiorarla pure nel 2009, perdendo stavolta la finalissima contro il Pana di Obradovic. Messina si trasferirà a Madrid non proseguendo il rapporto con David, che tre anni dopo però si riprenderà la rivincita su quella NBA che non l’aveva mai considerato: a chiamarlo stavolta come vice è l’ex canturino Terry Stotts sulla panchina dei Portland Trail Blazers. Dove siamo sicuri sta insegnando, oltre che quell’inimitabile movimento spalle a canestro, una lezione ben più importante: che nel basket è possibile vincere tutto anche a più di 30 anni suonati, aspettando di cogliere le proprie occasioni. Meglio tardi che mai.
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