TANTA GENTE, TANTA PALLACANESTRO IN CHIESA PEL L'ULTIMO SALUTO A LUCA


Siena 18 agosto 2010 - 22:15

Tanta gente, tanta pallacanestro, questa mattina (mercoledì 18 agosto) a Santa Petronilla per l’ultimo commosso saluto a Luca Finetti, medico sportivo, attualmente alla Virtus, morto domenica scorsa improvvisamente. mentre si trovava in macchina in viale Sardegna.
La chiesa dove si è officiato il rito funebre era affollatissima. Presenti i giocatori della squadra di A dilettanti della Virtus, l’allenatore Marcello Billeri e i suoi collaboratori, dirigenti, i ragazzi del settore giovanile, ma anche tutte quelle persone del mondo dello sport non solo senese – giocatori e dirigenti – che ha conosciuto Finetti.
Valerio Bianchini, che ha lo ha avuto come secondo alla Mens sana, Lorenzo Marruganti, attualmente direttore sportivo a Teramo, per anni nello staff della Mens sana, Stefano Salieri, ex coach della Virtus, Paolo Moretti, che Finetti scoprì da giovanissimo nell’aretino, Ferdinando Minucci, presidente della Mens sana basket, dirigenti del colle Basket, del Costone maschile e donne.
Davvero un addio carico di tanta commozione.

Fonte: Augusto Mattioli su Il Cittadino


LUCA FINETTI, MEDICO SENZA FRONTIERE DEL BASKET
La ferale notizia di Luca Finetti che la sera della Provaccia, dopo un’intensa giornata dedicata alla sua professione di Medico dello Sport s’accascia per un malore al volante della sua auto che va a sbattere contro un guard rail me l’ha data dalla Sardegna un Valerio Bianchini affranto e incredulo, spiegandomi di aver tenuto uno stretto rapporto umano con suo assistente degli anni di Siena. Una specie di fil rouge fatto di confidenze personali e chiacchiere di basket con colui che a metà degli Anni Novanta ha diviso il tempo del fortunato passaggio a Nord Ovest, quando è maturata la liason fra la Mens Sana e le sue istituzioni.
Il grande evento (Palio) ha causato un rinvio dell’autopsia a martedì mattina, per cui i funerali verranno spostati a mercoledì alle 10 dalla chiesa di Petronilla proprio nei pressi di quell’Antiporto e dello “Snacche” dove tutti quella della famiglia si ritrovavano a quei tempi da Nucci e da Brunina e dalla loro straordinaria mamma. Ripassando da quelle parti, certamente un fremito muoverà l’aria di questo agosto sconcertante, non basta un premio, un memorial per ricordare una figura che ti riporta sempre a un sorriso, a una gentilezza, a una frase positiva. Credo che giustamente alla prima partita della prossima stagione, sarà per lui il primo applauso. Se ne vanno le persone, gli esempi rimangono.
Fonte: Enrico Campana estratto da Il Cittadino